Venezia, cloaca tecnoILlogica?

Il trasporto pubblico determina la mobilità dei flussi delle odierne città. Attraversa vari livelli definibili in base al territorio attraversato.

Prenderemo in considerazione quello marcatamente urbano, a dispetto di città che, crescendo in senso metropolitano, sono alle prese con una singolare ridefinizione di identità. Per darvi conto della singolarità di questo campo, dovremmo chiederci se la città contemporanea possa esistere senza una rete di trasporti che le permetta di essere tutta raggiunta. Nella sua identità plurale, la città si dota infatti di uno strumento pari, per funzione, al sistema cardiocircolatorio per il corpo umano; o anche, al microcircuito per la macchina.

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Rete dei trasporti urbani di Venezia, in analogia con un microcircuito. Artwork by Tuhota

Autobus, tram, metropolitane, funicolari. Ognuno di essi rappresenta un territorio fluttuante cui si lega la quotidianità di milioni di persone. In questo direzione è possibile indagare diverse traiettorie che ancorano il mezzo pubblico a scelte politiche, sociali, economiche, culturali.

La ristrutturazione tecnologica che ha modificato del tutto l’accesso a questo servizio è andata sempre più verso una ridefinizione in senso digitale che sostituisca l’inchiostro della macchina obliteratrice con un più interattivo segnale verde, in alcuni casi accompagnato dal sonoro (difficilmente avvertito in contesti così poco silenziosi); e il tornello – non sempre. Questa la regola per ogni abbonamento che possa considerarsi valido purché opportunamente obliterato nella modalità di cui sopra.
Effetti di questa ristrutturazione possono essere ravvisati, inoltre, nelle nuove disposizioni che regolano la validità del biglietto regionale: dal 1 agosto 2016 il titolo è valido solo se acquistato per il giorno del viaggio ed obliterato il giorno del viaggio. Regola che coincide con l’introduzione del pagamento via smartphone del suddetto titolo. Il caso così ha voluto. Una misura introdotta, chiaramente, per combattere l’evasione. Con buona pace della flessibilità di cui si poteva disporre per il biglietto regionale.

ACTV

L’Actv è l’azienda comunale per il trasporto pubblico operante nel comune di Venezia. Svolge la funzione decisiva di assicurare alla mai troppo affollata città lagunare l’attraversamento dei milioni di turisti che l’hanno eletta parco giochi nel paesaggio. Se non fosse per loro, sarebbe pressoché difficilissimo contenere i costi di un trasporto pubblico che per forze impiegate è tra i più onerosi in circolazione; ai residenti spetta dunque un opportuno tornaconto dallo sfruttamento turistico-intensivo che si fa della propria città. Ecco spiegati i costi del biglietto. Il pretesto è quello di un servizio pari ad una visita guidata in un museo a cielo aperto.

Per partecipare alla mostra del Cinema bisogna raggiungere una area tematica del parco giochi: il lido. Una combo vaporetto-autobus e sei lì, non distante dal cubo rosso fatto edificare nel giardino della mostra. Ti guardi intorno e vedi i tanti cinefili riuniti in questo evento partecipare del raccolto della mondanità da passerella. Certo, non tutti. Ma tanti.

Torniamo dalla audiovisione di un restaurato Profumo di donna (D. Risi), accompagnata dalle scroscianti risate di un pubblico che le preferisce ‘al sonoro’. Ripetiamo il percorso, a ritroso. Autobus puntuali che diventano puntualmente pieni di passeggeri. Trovare da sedersi è rognoso. Ci riusciamo in 18. Di questi, una signora ‘vive male’ la prassi della convalida del titolo di viaggio – nel suo caso un abbonamento. Partiamo.

O’bigliett – Password: Recoba

B – Non l’ha convalidato, signora.
A – Non l’ha PRESO?
B – No, non l’ha convalidato assolutamente. L’ha convalidato esattamente il giorno 3 del 9 alle 12e39.
A – Che giorno è scusi oggi, eh?
B – Oggi ne abbiamo 4.
Non è vero: Profumo di donna era in programmazione il 3 settembre. Sgrunt.

Questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso nell’episodio di vita quotidiana audio-video-narrato in ACTV o’bigliett .

“La signora” viene accusata di non aver convalidato il biglietto. Dunque, per lei è prevista la sanzione. Questa è la regola da applicare.
“La signora” aveva provato a convalidare il biglietto; si era preoccupata della convalida chiedendo al conducente se fosse avvenuta. Pur dichiarate, non valgono come attenuanti per il controllore nell’esercizio della sua funzione. Ferrea disciplina: la sanzione disciplina.

Effettivamente, “La signora” non ha convalidato. Effettivamente, non è una pratica che “La signora” ha pienamente afferrato.
Ma anche.
A “La signora” non è permesso controllare l’avvenuta convalida con questa carta (o su codici) che ha(nno) valore di titolo di viaggio.
Se prima con l’inchiostro e un buchetto questo riscontro video-tattile era permesso, ben altre sono le condizioni del passeggero moderno, che, pur controllabile, non può controllare ciò per cui deve esser controllato.

– Sono 61euroEcinquanta, signora.

Venezia deve essere una città tecnologica, se alla tecnologia è demandato il compito di monitorare flussi di massa. Le cose ci mettono quel tempo che arriva a cambiare del tutto le consuetudini. Già le nuove app in circolazione sembrano assicurare questo lento rito di mutazione. In tutto questo, gioca un ruolo non trascurabile la supposta neutralità del mezzo tecnologico.

[Antonio Mastrogiacomo]

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